“DEL FORTUNATO COMPIMENTO CHE DIEDE IL VALOROSO DON CHISCIOTTE ALLA SPAVENTEVOLE E NON MAI IMMAGINATA AVVENTURA DEI MULINI DA VENTO, CON ALTRI SUCCESSI DEGNI DI GLORIOSA MEMORIA.”

 I partecipanti

ALESSANDRO DI PRETORO – PESCARA

ANNALISA AGOSTINI – PIANDIMELETO (PU)

ANTONIO PARLATO – TREMESTIERI ETNEO (CT)

CHIARA SCARDAMELLA – TARANTO

DAVID PARRONCHI – FIRENZE

DIEGO PALOMBI – LOZZO ATESTINO (PD)

FRANCESCO LOI – BELLARIA (RN)

LEANDRO MIGLIO – TORINO

MARCO BUGGIO – CALCO (LC)

MIGUEL (MANUEL NEPOTI) – FORLI’

ROSA FRACCHIOLLA (LIBETH LIBET) – CORATO (BA)

SALVATORE DI SANTE – PESARO

L'inutile ma prestigiosa pergamena! Premio Non Sense Contest!

L’inutile ma prestigiosa pergamena! Premio Non Sense Contest!

I Vincitori

MIGUEL (MANUEL NEPOTI) – FORLI’

ALESSANDRO DI PRETORO – PESCARA

SALVATORE DI SANTE – PESARO

MIGUEL (MANUEL NEPOTI) – FORLI’

Del fortunato compimento che diede il valoroso Don Chisciotte alla spaventevole e non mai immaginata avventura dei mulini a vento, con altri successi degni di gloriosa memoria: chi ne ha memoria? Non io, sono un tipo senza storia, con poca geografia e per giunta con gravi carenze di geometria (a lezione stavo sempre in un angolo e non davo punto retta alla prof), in quest’epoca in cui non c’è più religione, l’italiano è una signora materia (no, mi correggo: l’italiano è una materia che s’ignora) e la matematica è solo un’opinione, insomma – ma anche in sottrazione. Bisogna prenderla con filosofia, sapere di non sapere quant’è buono il formaggio con le pere: era forse Socrate un eroinomane? No, ma per molti Santippe è un’eroina. D’altronde tanti amano Platone, che per me è una barba, incolta per quanto colta fosse la figura di Platone. La figurina invece mi mancava. Ce le scambiavamo nell’intervallo; celo celo manca celo, stellato sopra di me: ecco quella di Kant, doppia! Cioè Kant-Kant, un filosofo tirato in ballo a maggior ragione (pura). Ecco quella di Zenone (la credevo irraggiungibile)! Ecco quella di Nietzsche… ma ne ho già a volontà (di potenza). L’intervallo a dirla tutta era la mia ora preferita, anche se durava solo 10 minuti. Forse anche per questo sono stato bocciato undici volte. Nella graduatoria dei voti da A a F, io… ero E. Non che a scuola fossi un asino, ma lo avevo: non potendo permettermi la bici, ogni mattina arrivavo in groppa al mio asinello Shot, così chiamato perché andava sparato, adorato dalla prof di inglese che ripeteva ammirata “Donkey Shot! Donkey Shot!”.

ALESSANDRO DI PRETORO – PESCARA

Il prete cavaliere, Don Chisciotte
si ritrovò nel mezzo di campagna
ad affrontar giganti in abbondanza.
-“L’ho detto ch’era meglio annà a mignotte,
che qua da quattro giorni nun se magna.”
Si disse lo scudiero Saggio Panza,
scudiero senza scudo
ma di sostanza.
– “Quelli che vedi so mulini a vento
e ne so dieci, mica cinquecento.”
– “Non sapete che dite
Sancho Pazzo,
su, fatevi da parte che li ammazzo.
Mul-ino sarà questo mio animale
che abbandonaron sulla tangenziale.”
E mentre il cavalier sanza cavallo
correva per combattere sgomento,
il fido Sancho Panza ancora in stallo
mollò all’istante un peto da spavento
e preser vita quei mulini a vento.
Il cavaliere che volea troppo
si trovò lui con il cavallo in groppo.
E il fido Sancho Panza presto accorse
con una sacca piena di risorse.

– “Devi da prende questa medicina.”
– “Cos’è questa supposta lussuriosa ?
Avrai sbagliato, hai preso un’altra cosa!”
– “Ma che stai a dì, c’è scritto: “Made in China”,
metteteve n’po’ con la schiena china.”
Tra convenevoli ed inconvenienti
si ristoraron i due deficienti.
– “Prendete le lor spoglie,
mio fido Sancio Pancia”
– “Messere e con il resto ?”
– “Il resto Mancia”.

 

SALVATORE DI SANTE – PESARO

“Don Chisciotte non aveva scambiato i mulini a vento per giganti. Era l’unico a conoscere il terribile segreto: dentro uno di quei mulini, precisamente dentro quello Bianco, c’era il malvagio Banderas che nell’ombra ordiva trame inzuppose, tutto imbrattato di farina e tuorli d’uovo. E poi aveva scommesso con Sancho che per cena si sarebbero pappati Rosita allo spiedo.”