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“SMITING QUANDO VOGLIO” – TESTI VINCITORI

Premiati durante la serata Premio Smiting 2018 alla trilogia “Smetto quando voglio” venerdì 11/05/2018 presso il Cinema Fulgor di Rimini con ospite Valerio Aprea.

1° POSTO – EX AEQUO

 David Parronchi / Firenze

 Domani

Allora ho deciso, domani smetto tanto smiting quando voglio!

E’ una bella domanda, non smetto oggi perché tanto smiting quando voglio.

Non mi chiedere cosa , smetto e basta e poi basta con queste promesse, per pro o omesse e dove le ho messe’

Cosa… le sigarette? Ma se domani smetto, oggi invece no!

Non ne hai una anche per me che ne ho di solito sempre una per te, che non c’è due senza te, che chi fa da se fa da se.

Dovremmo smettere in questi tempi confusi di mandare in fumo i nostri progetti.

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1° POSTO – EX AEQUO

Gloria Togni / Santarcangelo (RN)

Non bevo, non fumo, non mi drogo, non faccio sesso. In pratica non ho niente per cui smettere. Forse dovrei cominciare a fare qualcosa che potrei smettere, ma se mi piacesse? Meglio di no. Però potrei smettere di non farlo e a quel punto dovrei fare tutto. Mah, non so. Anche se, fra i quattro, almeno uno… Giusto, potrei cominciare da uno. Vediamo: bere? Dispendioso. Fumare? Alito cattivo. Droga? Non sono il tipo. Sesso? Potrei cominciare da sola, poi, se funziona, chiamare gente

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3° POSTO

 Dario Pezzotti / Cimbergo BS

(presentazione in email)

“Salve.
Appena ho letto il vostro regolamento ho scritto una pagina intera pensando ad una delle mie più grandi assuefazioni, quindi, assieme alla spiegazione “breve” in 500 caratteri (inserita nel pdf), vi invio anche quella più estesa, perchè 500 caratteri sono sufficienti a raccontare solo una briciola di quanto ho passato.
Grazie e cordiali saluti!”

Ho smesso di giocare a Magic quando l’universita’ e’ diventata piu’ opprimente del mio amore malato per questo gioco, ovvero circa cinque anni fa. Per piu’ di una decade ho dormito e mangiato

tra quelle carte, tanto che ho imparato l’inglese a forza di studiarle e catalogarle. Ancora oggi ricordo memoria più di diecimila diversi tipi di figurine e una la porto sempre con me nel portafoglio, per impedirmi di estrarre le banconote quando ne vedo una bustina esposta

Altri testi in finale

Paolo Marcon / Treviso

Smetto quando voglio di postare e di taggare. Smetto di leggervi, ma non di essere letto, smetto di sentirmi un po’ schiavo del sistema, che ho visto su FB che un po’ lo siamo tutti. Smetto di essere conforme, anche se comunque l’aforisma lo condivido. Smetto di leggere sui libri, che la vita vera sta ben fuori da una pagina di inchiostro. Certo, per vivere la vita, devo stare su uno schermo, ma tutte le cose grandi richiedono un sacrificio. D’altra parte voglio i like, sennò come faccio a fare in modo che chiunque sappia che smetto quando voglio?

Agnese Monaco / Roma

Ho smesso di capire le persone da quando in un gruppo, parlando di vaccini per cani, con possibili effetti collaterali, dopo trenta minuti di messaggi con gli altri, esce una con il messaggio “Dove ti fa la puntura”?  e la mia risposta è stata: “Ma che sono una cagna io?”.

Francesca Facoetti / Bergamo

LA CASA

Sono una disordinata, ho la casa invasa perché tengo tutto; ho roba dappertutto, gli amici si non messi in testa di sistemala, vuotarla,  e hanno cominciato coll’aprire le buste che tenevo gelosamente ammucchiate, senza avere il coraggio di buttarle.

Han lavorato giorni interi, costringendo anche me a fare la mia parte; la casa è migliorata e poi, partiti loro, io ho riaccomulato!

Loro se la son presa (e non mi rivolgono più la parola), ma perché? In fondo la casa è un po’ meglio di prima…

Alessandro Codeluppi / Bologna

Nel nostro mondo non esiste più profumo

E così si pensa di trovarlo nel fumo

Fin da piccoli si sa tutto delle sigarette

E così si pensa alle motociclette

Si cerca un po di fresco nell’ aria della mattina

E ci si trova davanti alla pompa di benzina

E molto prima che si riesca a sapere guidare

Già si ha voglia di aspirare.

Se vai al parco ti dicono “stai attento che la gente casca”

E ti trovi senza un euro in tasca

Massimo Marchetti / Rimini

SMETTERE O NON SMETTERE, è questo il problema:

se sia più nobile nella mente soffiare sulle lingue roventi della onirica fatina, o prendere le armi ad acqua del mare di Tropea e, opponendosi, estinguerla?

Oggi hai i tuoi slip, nient’altro…

e pensare che io ne ho viste di cose che voi riminesi non potreste immaginare: canne da stordimento in fiamme al largo di Via Bastioni Orientali, ed ho visto la serie B brancolare nel buio fra le porte del Flaminio.

E tutti quei momenti, andranno persi nel tempo come farine nella piada.

E’ tempo di SMETTERE

Juditta Madeleine Camilleri / Rimini

Smettere o …non smettere (di lavorare), questo ormai è il mio dilemma preferito.

Dare credito alla vocina che sussurra: “Daiiiiiii, da qualche parte c’è il lavoro giusto per te!”

E così, per la seconda volta in sei mesi, la vocina forse troppo ottimista ed idealista è diventata la VOCIONA che ha pronunciato le parole “Grazie di tutto, ma oggi smetto di lavorare!”

Non sarà  mica  meglio smettere di pensare??? :)

Daniela Lestingi / Rimini

Quella volta che ho smesso di mettere piede sul mio terrazzo… Era ottobre, sono passati mesi. Era rigoglioso come una foresta tropicale, verde umido e fiorito. Poi ho smesso di innaffiare, poi ho smesso di concimare, poi ho smesso di mettervi piede… Oggi è un deserto di foglie marce. E ho smesso di guardarlo.

Anonima riminese / Rimini

da quando ho smesso di depilarmi mi sono cresciuti i fior per motivi di forza maggiore (intasamento del silk epil produzione 1996 #non ne fanno più così, #non esistono le mezze stagioni, #si stava meglio quando si stava peggio) ho deciso di scioperare e lasciare che la natura faccia il suo corso. Al momento sto usando l’arriccia capelli della barbie di quando avevo 9 anni. Spero di non inciampare.  #pattismithdocet